Associazione Meter

Pedopornografia: l’inchie­sta della poli­zia postale, sei inda­gati: avevano nei dispo­si­tivi oltre mille foto e video, segnalazioni partite dall’Associazione Meter

FONTE: Corriere della Sera – 28 luglio 2026 – I due più anziani di Rovigo sono in car­cere. Il 25enne vene­ziano è ai domi­ci­liari, anche con l’obiet­tivo anche di recu­pe­rarlo. Sono i tre arre­stati con l’accusa di aver sca­ri­cato e con­di­viso una quan­tità impres­sio­nante di imma­gini di abusi e pedopor­no­gra­fia su bam­bini e minori. Sma­sche­rati dal blitz di venerdì, sono stati arre­stati dai poli­ziotti del cen­tro ope­ra­tivo per la sicu­rezza ciber­ne­tica del Veneto, gui­dato dal nuovo dirigente Anto­nio Caliò. La segna­la­zione è par­tita dall’asso­cia­zione Meter, auto­rità indi­pendente con cui col­la­bora la poli­zia, e ha por­tato a sei per­qui­si­zioni dirette dalla pro­cura lagunare.

Le accuse sono pesanti. Gli inda­gati ave­vano una quan­tità esor­bi­tante di foto e video di bam­bini abu­sati: si parla di oltre mille file dif­fusi. Il car­cere è con­se­guenza di que­sta forma di cri­mi­nalità. Il 25enne vene­ziano ai domi­ci­liari fa eccezione per­ché, spie­gano i poli­ziotti, la cella può essere distrut­tiva e non rico­strut­tiva per una per­sona che ha la vita davanti. La deten­zione a casa avviene nell’assenza totale di dispo­si­tivi anche per­ché tutto gli è stato seque­strato, e pre­vede con­trolli improv­visi, per­qui­si­zioni, visite a domi­ci­lio.

Lo scopo è quello di valu­tare la reale inten­zione del 25enne di riscat­tarsi, cam­biare dire­zione, appog­giarsi alle isti­tu­zioni e rav­vedersi.

Il Cosc ora è impe­gnato a pro­se­guire le inda­gini per tro­vare con­tatti e legami degli inda­gati, siti fre­quen­tati, par­te­ci­panti, pro­dut­tori even­tuali, per­sone che smer­ciano pedo­por­no­gra­fia creata con­tro la volontà di minori che non pos­sono opporsi. «Il feno­meno – sosten­gono gli agenti, pre­pa­rati e a loro volta sup­por­tati nei duris­simi per­corsi di visua­liz­za­zione dei materiali – va com­bat­tuto con pre­po­tenza». La rete ampli­fica i casi da un lato, dall’altro il con­tra­sto glo­bale attra­verso l’inter­con­nes­sione di poli­zie, orga­niz­za­zioni e isti­tu­zioni, porta a segna­la­zioni sem­pre più nume­rose. Se con­tro le truffe e il cyber­bul­li­smo la poli­zia postale del Veneto intende aumen­tare la pre­ven­zione, diven­tando pre­sente spesso tra gli anziani e a scuola, il con­tra­sto alla pedo­por­no­gra­fia secondo gli agenti passa attra­verso per­qui­si­zioni, seque­stri e arre­sti.

Se trovi materiale pedopornografico online o vieni a conoscenza di qualcuno che ne è in possesso, non condividerlo e non diffonderlo: segnalalo immediatamente attraverso i canali ufficiali dell’Associazione Meter.

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