Associazione Meter

COMUNICATO STAMPA

Chat Control 2.0, a settembre il negoziato Europeo tra tutela dei minori e privacy dei cittadini

Associazione Meter e l’europarlamentare Inselvini: «Prima di controllare tutti, lEuropa ascolti chi sta già trovando i pedocriminali»

Roma, 31 agosto 2026 – La lotta alla pedofilia e alla pedopornografia non può essere messa in contrapposizione con il diritto alla privacy. Ma, soprattutto, non può diventare una scelta tra sicurezza dei minori e libertà dei cittadini.

L’Associazione Meter, impegnata dal 1989 nel contrasto alla pedofilia, alla pedopornografia e allo sfruttamento sessuale dei minori, guarda con attenzione alla ripresa, prevista a settembre, del confronto europeo sul regolamento permanente contro gli abusi sessuali online, il cosiddetto “Chat Control 2.0”.

«Siamo contro una strategia che rischia di cercare i criminali ovunque, tranne dove li stiamo già trovando»

Meter non mette in discussione la necessità di strumenti europei efficaci. Al contrario: il contrasto alla pedopornografia deve essere rafforzato, reso più tempestivo e orientato verso gli ambienti nei quali il fenomeno si manifesta concretamente.

Da qui una domanda alle istituzioni europee: prima di immaginare strumenti di controllo delle comunicazioni private di milioni di cittadini, perché non chiedete a chi da anni monitora le reti pedocriminali cosa sta trovando?

Meter monitora da anni piattaforme e ambienti digitali utilizzati per la diffusione di materiale di abuso sessuale su minori. Nel 2025 l’Associazione è stata inoltre riconosciuta da AGCOM come Trusted Flagger ai sensi del Digital Services Act.

I dati dell’Osservatorio Mondiale Contro la Pedofilia di Meter mostrano uno spostamento del fenomeno verso ambienti più chiusi e difficili da intercettare.

Signal rappresenta oggi uno degli esempi più evidenti.

Nel Report Meter 2025, l’Associazione ha segnalato 451 gruppi Signal, pari al 69% delle segnalazioni relative alle piattaforme, nei quali è stato rilevato materiale di abuso sessuale su minori, compresi contenuti generati attraverso l’intelligenza artificiale. Già tra settembre e dicembre 2024 erano stati monitorati 336 gruppi Signal. A fronte delle segnalazioni effettuate, nessuno dei gruppi segnalati risulta essere stato rimosso, né risultano essere state avviate indagini da parte delle autorità transnazionali.

La questione, dunque, non è se l’Europa debba contrastare la pedopornografia. Deve farlo. La questione è come.

Per Meter, la strategia europea deve essere capace di seguire i criminali, che cambiano piattaforme e modalità operative, senza trasformare milioni di cittadini in potenziali oggetti di controllo.

«A settembre lEuropa ascolti chi sta sul campo»

Il confronto europeo non può ridursi allo scontro tra “privacy” e “sicurezza”. La tutela dei minori viene prima di tutto, ma proprio per questo servono strumenti realmente efficaci e mirati.

Il Parlamento europeo e le istituzioni dell’Unione dovrebbero confrontarsi con chi da decenni raccoglie evidenze sul fenomeno, collabora con le autorità e segnala quotidianamente contenuti e reti criminali.

Nel solo 2025 Meter ha documentato 785.072 immagini e 1.733.043 video contenenti abusi reali su minori, oltre a migliaia di vittime coinvolte nel fenomeno dei deepnude.

A questa richiesta di un approccio più mirato ed efficace si affianca, sul piano politico, la posizione dell’europarlamentare di Fratelli d’Italia Paolo Inselvini, che da Bruxelles richiama le istituzioni alla necessità di tenere insieme tutela dei minori, efficacia dell’azione di contrasto e garanzia delle libertà fondamentali:

“Il compito della politica è proteggere i minori senza sacrificare i diritti fondamentali e la privacy di milioni di cittadini onesti. Se sappiamo già dove operano reti e gruppi pedocriminali, dobbiamo concentrare lì risorse, indagini e capacità di intervento, facendo in modo che chi viene individuato sia realmente perseguito e neutralizzato.

A settembre l’Europa sarà chiamata a trovare questo equilibrio. Ci aspettiamo un confronto per una volta non ideologico. Ci vorrà massima fermezza contro i criminali, ma nessuna scorciatoia verso forme generalizzate di sorveglianza dei cittadini.

La tutela dei bambini e la difesa delle libertà fondamentali sono obiettivi che una politica seria deve essere capace di garantire”.


Per informazioni: 

Ufficio Stampa e Responsabile Comunicazione

Tel. 0931 564872press@associazionemeter.org

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